Metagate ha partecipato al Convegno Stelline 2026, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al mondo delle biblioteche, degli archivi e della gestione della conoscenza.

All'interno del panel "Audiovisivi e Biblioteche Intelligenti", organizzato da AVI – Associazione Videoteche e Mediateche Italiane, Marco Pizzini, insieme ad Antonio Barbato e ai rappresentanti di CoMeta APS, ha contribuito a una riflessione sul ruolo dell'Intelligenza Artificiale nella trasformazione degli archivi culturali.
Al centro del confronto vi erano alcune domande fondamentali: come cambierà l'accesso alla conoscenza nell'era dell'AI? Come possono archivi e biblioteche diventare più accessibili, interconnessi e coinvolgenti? E quale ruolo possono avere la Realtà Mista e le tecnologie immersive nella valorizzazione del patrimonio culturale?
Durante l'incontro è emerso come l'Intelligenza Artificiale stia già rivoluzionando il modo in cui cataloghiamo, organizziamo e consultiamo informazioni, documenti e contenuti audiovisivi. Allo stesso tempo, è stata sottolineata l'importanza di mantenere una visione umanistica della tecnologia, capace di mettere al centro le persone e non gli algoritmi.
Da questa prospettiva nasce il concetto di Umanesimo Digitale, promosso da CoMeta APS: un approccio che considera l'innovazione tecnologica come uno strumento per amplificare conoscenza, creatività e capacità relazionali, senza perdere di vista responsabilità, etica e consapevolezza.
Per Metagate, questa visione si traduce nello sviluppo di esperienze in Realtà Mista su Meta Quest 3, dove Intelligenza Artificiale, contenuti culturali e interazione umana si incontrano per creare nuovi modi di esplorare archivi, musei e luoghi della memoria.
Archivi intelligenti e Intelligenza Artificiale
L'Intelligenza Artificiale sta già modificando il modo in cui organizziamo e consultiamo la conoscenza. Grazie ai modelli generativi e agli strumenti di analisi semantica, oggi è possibile catalogare grandi quantità di contenuti, generare metadati, individuare connessioni tra documenti e rendere enormi archivi interrogabili attraverso interfacce conversazionali.
Durante il panel è stato presentato anche il caso di RTVE Grapho, la piattaforma sviluppata dall'archivio audiovisivo della televisione pubblica spagnola, che grazie all'AI ha trasformato oltre 150.000 risorse audiovisive in una rete di conoscenza navigabile e interconnessa. L'obiettivo non è soltanto conservare informazioni. L'obiettivo è renderle vive, accessibili e utilizzabili.

Umanesimo Digitale: la tecnologia al servizio delle persone
Accanto alle opportunità offerte dall'AI è emersa però una riflessione altrettanto importante. Come presidente di CoMeta APS, associazione che studia l'impatto della tecnologia sulla vita quotidiana, Antonio Barbato ha sottolineato la necessità di accompagnare l'innovazione con un approccio etico e consapevole. Da questa visione nasce il concetto di Umanesimo Digitale, che CoMeta APS promuove da anni.
L'idea è semplice: la tecnologia deve essere uno strumento al servizio delle persone e non il contrario. In un mondo sempre più caratterizzato da algoritmi, automazione e contenuti generati artificialmente, la responsabilità delle scelte continua a essere umana. L'AI può supportarci, amplificare le nostre capacità e aiutarci a comprendere meglio la complessità del mondo, ma non può sostituire il giudizio, l'etica e la sensibilità delle persone.

Come Metagate utilizza l'Intelligenza Artificiale
Anche in Metagate l'Intelligenza Artificiale è ormai uno strumento quotidiano. Viene utilizzata per la produzione di testi, immagini, video, voci sintetiche, documentazione tecnica, sviluppo software e prototipazione. Per noi l'AI non rappresenta il fine del lavoro. È uno strumento che ci permette di accelerare la produzione, ampliare le possibilità creative e sviluppare esperienze digitali più ricche e coinvolgenti. Queste esperienze prendono forma principalmente nella Realtà Mista.
Cos'è la Realtà Mista e perché è diversa dalla Realtà Virtuale
Quando si parla di tecnologie immersive, spesso si tende a confondere Realtà Virtuale e Realtà Mista. La Realtà Virtuale trasporta l'utente in un ambiente completamente digitale, separandolo dal mondo fisico. La Realtà Mista, invece, mantiene visibile lo spazio reale e vi integra contenuti digitali tridimensionali. Oggetti, modelli, documenti, personaggi e informazioni possono comparire direttamente nell'ambiente circostante e interagire con esso. Grazie a dispositivi come Meta Quest 3 e all'utilizzo dell'hand tracking, l'interazione avviene in modo naturale, senza la necessità di joystick o controller.
Questo approccio riduce molte delle barriere tradizionalmente associate alle tecnologie immersive:
- meno motion sickness;
- meno disorientamento;
- maggiore sicurezza;
- maggiore accessibilità;
- apprendimento più intuitivo.
Per questo motivo Metagate considera la Realtà Mista una delle principali interfacce del futuro per tecnologie come AI, IoT e Blockchain.

Dai dati all'esperienza: il ruolo della Realtà Mista negli archivi
Se l'Intelligenza Artificiale permette di organizzare e comprendere la conoscenza, la Realtà Mista può renderla visibile e tangibile. È qui che nasce una delle opportunità più interessanti per il patrimonio culturale. L'Italia possiede uno dei patrimoni storici, artistici e archivistici più importanti al mondo. Tuttavia, gran parte di questo patrimonio è ancora soggetto a una logica di fruizione passiva. La regola implicita è spesso: guardare ma non toccare.
La Realtà Mista permette di superare questo limite senza intervenire fisicamente sulle opere. Un oggetto custodito dietro una teca può essere accompagnato da una copia digitale interattiva. Un archivio storico può diventare uno spazio tridimensionale navigabile. Una fotografia può aprire una narrazione immersiva. Un documento può essere collegato a luoghi, persone, eventi e ricostruzioni storiche. Un'opera d'arte può essere esplorata nei suoi dettagli, nelle sue trasformazioni e nei suoi restauri. Non si tratta di sostituire il patrimonio fisico. Si tratta di arricchirlo.
Il patrimonio culturale come memoria viva
Per Metagate, il valore della Realtà Mista applicata alla cultura non risiede nell'effetto speciale. Risiede nella capacità di rendere il patrimonio più accessibile, comprensibile e coinvolgente. Negli ultimi anni abbiamo sperimentato questo approccio in diversi progetti. Dal percorso immersivo CLAVIS sviluppato per il Museo Diocesano di Brescia, fino all'esperienza dedicata alla Torre Velasca per Fondazione Pasquinelli. In tutti questi casi la tecnologia non è il protagonista. Il protagonista resta il contenuto culturale. La tecnologia è semplicemente il linguaggio attraverso cui raccontarlo.
Il ruolo di Metagate
Per Metagate, valorizzare il patrimonio culturale attraverso AI e Realtà Mista non è soltanto un'opportunità tecnologica. È una responsabilità. L'incontro tra Intelligenza Artificiale, archivi digitali e Mixed Reality apre oggi possibilità che fino a pochi anni fa sembravano impensabili. Biblioteche, musei, archivi e luoghi della memoria possono diventare spazi vivi, partecipativi e interattivi. In questo percorso continuiamo a sviluppare esperienze in Realtà Mista su Meta Quest 3, convinti che il futuro della cultura non sarà soltanto digitale. Sarà immersivo, accessibile e profondamente umano.
DISCORSO DI MARCO PIZZINI
"I due più grandi rischi dell’intelligenza artificiale nel prossimo futuro per noi sono chiari: la vita sentimentale e la vita digitale.
La vita sentimentale, perché l’AI sta già entrando prepotentemente a sostituire relazioni, conversazioni e addirittura rapporti affettivi. La vita digitale, perché sempre più siamo legati a infrastrutture digitali e diventa così centrale il tema della cybersicurezza.
Ma con l’AI si possono fare anche cose belle.
In Metagate la usiamo moltissimo, quasi ovunque: testi, immagini, video, suoni, voci, codice, prototipazione, documentazione e sviluppo creativo. Per noi l’intelligenza artificiale non è un fine, ma uno strumento. Serve ad accelerare la produzione, aumentare le possibilità creative e costruire esperienze digitali più ricche.
Queste esperienze prendono forma per noi in 3D nella realtà mista, attraverso visori (Meta Quest 3).
La Mixed Reality (MR) non è la realtà virtuale tradizionale. La VR porta l’utente dentro un ambiente completamente digitale, separandolo dal mondo fisico. La Mixed Reality, invece, mantiene visibile lo spazio reale e vi inserisce oggetti, personaggi, archivi, contenuti e interazioni digitali tridimensionali.
Rispetto alla VR tradizionale, la Mixed Reality riduce molte barriere: meno nausea, meno disorientamento, più sicurezza di movimento. Inoltre, grazie all’hand tracking, non serve usare joystick rendendo le esperienze molto più accessibili.
Metagate applica la Mixed Reality in quattro ambiti principali.
Nel marketing e negli eventi, crea esperienze interattive per brand, fiere, presentazioni e attivazioni dal vivo.
Nel settore industriale, sviluppa simulazioni, training e visualizzazioni utili per formazione, procedure e processi complessi.
Nell’healthcare, esplora applicazioni per formazione, supporto, riabilitazione, visualizzazione di informazioni e percorsi guidati.
Il pilastro più coinvolgente è però quello dei beni culturali.
L’Italia possiede uno dei patrimoni culturali più ricchi al mondo ma la regola implicita è spesso: "guardare e non toccare".
La Mixed Reality permette di superare questo limite senza violare l’opera fisica. Aggiunge un livello digitale interattivo che consente di esplorare, comprendere e vivere il patrimonio in modo nuovo, ma sempre contestualizzato nel mondo reale. Può quindi aiutare un archivio o un museo a uscire dalla conservazione passiva e diventare strumento vivo di memoria tramite un restauro e fruizione non invasiva.
Un oggetto conservato dietro una teca può avere una copia digitale interattiva. Un archivio storico può diventare uno spazio tridimensionale navigabile. Una fotografia può aprire una narrazione. Un documento può essere collegato a luoghi, persone, eventi e ricostruzioni su una mappa interattiva. Un’opera può essere osservata nei suoi dettagli, nella sua stratificazione e nelle sue trasformazioni.
Il valore non sta nell’effetto speciale. Sta nella accessibilità al patrimonio culturale e alla storia umana.
L’uomo è passato dalla preistoria alla storia con la scrittura, con la quale ha tramandato fatti ed esperienze, ma anche interpretazioni.
Oggi siamo davanti a un passaggio nuovo. L’essere umano non è più il solo soggetto capace di contribuire alla interpretazione e scrittura di un avvenimento. L’intelligenza artificiale generativa entra sempre più attivamente nella produzione di testi, immagini, video, suoni, voci e documenti. Non si limita a conservare o ordinare la memoria: partecipa alla sua creazione sulla base spesso di presupposti di cui l'utilizzatore umano è ignaro.
Possiamo iniziare a parlare forse di una sorta di iper-storia: una fase in cui la storia umana non scompare, ma viene amplificata, contaminata e riscritta da sistemi artificiali. In questo scenario, gli archivi storici pre-AI assumono un valore ancora più grande, perché rappresentano una memoria autenticamente umana, prodotta prima che le macchine iniziassero a partecipare alla scrittura del nostro tempo. Saranno prove, memoria, identità; una sorta di àncora incontaminata a ciò che è solo umano.
Per questo valorizzarli non è solo un’opportunità tecnologica. È quasi un dovere morale per chi li possiede."
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